CANALE 23

Coraggioso tentativo di sopravvivenza spirituale, testimonianza suprema di umanità contro chi li

considerava, e li trattava, come carne da macello, la musica è tutto ciò che restava ai musicisti

prigionieri nei campi di concentramento, ed è spesso tutto ciò che ci resta di loro.

Grazie all’impegno di Francesco Lotoro, molte di queste partiture sono tornate alla luce, e rivivono

attraverso gli strumenti e le voci di grandi artisti che, nel settantesimo anniversario della liberazione

di Auschwitz, hanno accettato l’invito di celebrare la fine di quell’incubo atroce e la speranza che non si ripeta
mai più.

 

In prima mondiale a Roma, le melodie, le storie, le testimonianze di una pagina poco conosciuta della

Shoah, il miracolo di musiche bellissime che risorgono dall’oblio per ricordarci che l’arte sopravvive alla

volontà di annientamento e che si può creare bellezza anche nella più disumana delle prigionie.

Ringraziamo di cuore Mimmo Paladino per l’entusiasmo con cui ha creato per il concerto le bellissime

immagini riprodotte in questo libro, la Baronessa Mariuccia Zerilli-Marimò che ne ha resa possibile la

pubblicazione, l’Università Ebraica di Gerusalemme, Catarina e Philippe Amon e David Landau per il

loro sostegno, Ferrovie dello Stato, Salini-Impregilo, Unipol, Bawer e Istituto Luce per i generosi

contributi. E tutti coloro che, con dedizione e impegno, hanno collaborato alla realizzazione dell’evento.

Viviana Kasam e Marilena Citelli Francese

ideatrici e organizzatrici dell’evento

Hanno procurato dolore e morte e hanno tentato di distruggere anche il loro ricordo. Ma la

memoria è indelebile e la loro arte continua a diffondere senza sosta messaggi di alto valore morale e civile.

Renzo Gattegna,
presidente UCEI

I Tempo

II Tempo

Qui in questa terra, parole di Frida Misul,

melodia di Samuel Cohen (1888)

Canto scritto dalle donne ebree italiane nel blocco femminile di Birkenau, sulle note di Ha’Tikvàh

Coro Ha-Kol

Mogen Owaus

di Zikmud Schul

 

Magen Avòt, Scudo dei Padri, pronunciato Mogen O’waus dagli ebrei askenaziti, è la preghiera per i ritardatari che si recita il venerdì all’entrata dello Shabbat.

Anna Maria Stella Pansini, soprano, Angelo De Leonardis, baritono,
Francesco Lotoro, organo, coro Ha-Kol

 

Cadenza
di Viktor Ullmann

dal concerto per pianoforte e orchestra n.3 di Beethoven

Francesco Lotoro, pianoforte

Sonata per violino solo,
1 movimento, di Marius Flothuis

Francesca Dego, violino

Melodia ebraica

di Joseph Achron

Francesca Dego, violino, con Francesca Leonardi al pianoforte

Video

Jack Garfein, noto produttore teatrale sopravvissuto al Campo di Maerzbachtal, ricorda una melodia che veniva intonata nei Lager, Zi is mein Herz (Questo è il mio cuore)

 

Zi is mein Herz

Paolo Candido, cantante, Francesco Lotoro, pianoforte, Leo Gallucci, chitarra

Video

Francesco Lotoro e Alexander Tamir. Tamir accenna a suonare Shtiler Shtiler

Shtiler Shtiler (Zitto zitto)
di Alek Volkoviski (oggi Alexander Tamir)

Myriam Fuks, voce, Francesco Lotoro, pianoforte

Kinder Yorn

di Mordechai Gebirtig

Myriam Fuks, voce, Roby Lakatos, violino

But fačunge, but maro pekal

melodia dei Roma-Lovara ripresa dagli ebrei nel campo di Auschwitz

Myriam Fuks, voce, Marian Balog, voce, Roby Lakatos, violino, Marian Serban, cymbalon, Francesco Gesualdi, fisarmonica, Massimo Ceccarelli, contrabbasso

Romanì dzili di David Beigelman,

Canto tzigano, ispirato da Tsigaynerlid

 Łódź-Litzmannstadt 1942-1943

Source: Jana Belišová

Tutti.

Hallelujah

di Viktor Ullmann

Hedad gina k’tanah

di Viktor Ullmann

Ki’tavo’u el ha’aretz

di Zikmund Schul

Coro voci bianche

Der Tango fun Oshwietschim

di anonimo

Ute Lemper e PMCE

 

Der Abend

di Selma Meerbaum Eisinger

Una giovane poetessa deportata nel campo di lavoro tedesco di Michailowska dove morì in breve tempo.

Ute Lemper con Vania Gierig al pianoforte

Ich Wandre durch Theresienstadt

di Ilse Weber

Canzone scritta da una deportata a Theresienstadt e poi a Auschwitz, dove fu uccisa nel 1944

Ute Lemper con Vania Gierig al pianoforte

Wenn ein Packetchen kommt

di Willy Rosen

Ute Lemper e PMCE

Video

La testimonianza di Wally Karveno, musicista oggi centenaria, che fu rinchiusa a Gurs con l’accusa di essere una spia

Floep zei de Stamper (Ha detto il battitore)

di Westerbork

Paolo Candido, cantante, Angelo De Leonardis, baritono, Paolo Gallucci, chitarra

Marco Baliani presenta Andrea Satta, leader del gruppo musicale “Tetes de bois”, e figlio di un deportato ad Auschwitz.

Andrea Satta suona alla fisarmonica la canzone che salvò la vita al padre, accompagnato alla chitarra da Carlo Amato

Finale

Bezèt Israel, (Salmo 113A)
Uno dei più bei salmi della tradizione ebraica. Viene cantato ogni anno durante la festa di Pesach, per rievocare l’uscita degli ebrei dall’Egitto e dalla schiavitù e l’arrivo in Israele.

Coro Ha- Kol e Coro Voci Bianche

 

Le straordinarie vicende delle musiche eseguite nel concerto sono narrate da Marco Baliani

Il concerto vedrà l’eccezionale contributo di Ute Lemper, straordinaria interprete di fama mondiale, che ha voluto fortemente partecipare all’evento. La sua performance, resa particolarmente simbolica dalla sua origine tedesca, regalerà agli ospiti momenti di intensa emozione.

 

Grandi star internazionali hanno accettato l’invito a far rivivere la musica scritta nei lager, che spazia tra tutti i generi: classica, sinfonica, jazz, klezmer, cabaret. Il concerto ne propone una ampia selezione, grazie al violino classico di Francesca Dego, giovanissima virtuosa italiana  chiamata a esibirsi nei più importanti teatri del mondo; alla voce di Myriam Fuks, considerata una delle massime cantanti yiddish; e alle improvvisazioni pirotecniche di Roby Lakatos, celebre violinista di origine gitana.
Anche il popolo rom fu oggetto delle persecuzioni naziste, e l’incontro tra musicisti ebrei e rom diede vita ad esperienze musicali uniche nel loro genere, che saranno ricreate per la prima volta sul palcoscenico. Tradizione ebraica rappresentata anche dal Coro Ha-Kol che ha la missione di riscoprire e divulgare ad un vasto pubblico un panorama e una testimonianza dello straordinario patrimonio musicale e religioso della Comunità di Roma, una delle più antiche d’Europa

UTE LEMPER

LEONARDO GALLUCCI

CORO HA KOL

ROBY LAKATOS

ANGELO DE LEONARDIS

FRANCESCA DEGO

MYRIAM FUCKS

FRANCESCA LEONARDI

FRANCESCO LOTORO

MARCO BALIANI

ANNA MARIA STELLA PANSINI

PAOLO CANDIDO

Il PMCE-Parco della Musica Contemporanea Ensemble diretto da Tonino  Battista,  i solisti e  il Coro delle voci bianche dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (Maestro del coro Ciro Visco, Maestro Concertatore Lucio Ivaldi), il virtuoso di cymbalon Marian Serban, la voce tzigana di Marian Balog, il baritono Angelo De Leonardis e il cantore Paolo Candido completano il cast musicale, che farà rinascere veri e propri capolavori di tutti i generi scampati all’atrocità dei lager.

 

Porterà la sua testimonianza nel concerto anche Andrea Satta, leader del gruppo musicale “Têtes de bois”, e figlio di un deportato a Auschwitz, che per una fatidica coincidenza si salvò dall’incendio appiccato ai dormitori da un ufficiale  tedesco al momento dell’arrivo dell’esercito russo.

 

Nonostante la disumana condizione di vita nei lager e la implacabile sorveglianza delle guardie, la produzione musicale nei campi di concentramento fu copiosa: la musica era infatti l’unica virtuale via di fuga dall’abbrutimento del quotidiano, ed è un miracolo che parte di quel repertorio sia sopravvissuto: una raccolta fatta di opere scritte su sacchi di juta, ritagli di stoffa, carta igienica, e su qualsiasi altro supporto di fortuna. Furono ritrovati nelle infermerie e nelle baracche dei campi e riportati alla luce grazie ai trafugamenti di guardie complici e alle trascrizioni dei prigionieri politici, oppure ricostruiti da Francesco Lotoro attraverso le memorie dei sopravvissuti. . La musica è tutto ciò che ai deportati restava, e spesso tutto ciò che ci resta di loro.

“Tutto ciò che mi resta” è parte di un progetto più ampio che sotto il nome di Last Musik.com si propone di affiancare il lavoro di Francesco Lotoro,  nella sua ormai trentennale ricerca delle testimonianze e ripristino  degli spartiti di musica concentrazionaria.

La corsa contro il tempo di Lotoro per recuperare “ciò che ancora ci resta” di questa sconvolgente pagina di storia, diventerà anche un film/documentario in uscita a fine 2015  nelle sale cinematografiche e che verrà trasmesso  da vari canali televisivi  nel mondo. Il Concerto, in prima assoluta a Roma, sarà poi replicato in altre capitali in Europa e negli Stati Uniti.

Last Musik.com sta promuovendo inoltre la nascita di un grande archivio della musica concentrazionaria, che raccoglierà e ordinerà tutti gli spartiti e i materiali audiovisivi già recuperati e quelli che ancora mancanti all’appello.  Primo passo verso un futuro Museo della Musica ebraica, avrà sede in Puglia. Si tratta insomma di un progetto poliedrico che vuole coinvolgere tutti coloro che condividono con noi la necessità di recuperare e mantenere viva la memoria di una terribile pagina della nostra Storia, nella convinzione che mantenere viva la memoria del passato serva da vaccino perché  gli stessi errori non si ripetano in futuro.   Marco Visalberghi, regista e produttore

Rivivi le emozioni del concerto cliccando su Rivedi nel menu